25 gennaio 2012

COMUNICATO STAMPA presentazione del libro “Ambiente e Tumori” – 26 gennaio – ore 17 Salone Comunale, Piazza Saffi

ULTERIORI CONSIDERAZIONI SULLO STUDIO MONITER 23 Gennaio 2012
Facendo seguito al comunicato già emesso il 3 Dicembre 2011, immediatamente dopo la diffusione dello studio Moniter, si producono queste ulteriori considerazioni frutto di una sua approfondita analisi, analisi tutt’ora in corso e condotta in collaborazione con colleghi anche di altre regioni. Come si ricorderà nel 2007 la Regione Emilia-Romagna ha investito oltre 3 milioni di euro in una serie di indagini sugli effetti sanitari e ambientali degli inceneritori presenti sul suo territorio (Progetto Moniter). Le conclusioni dello studio sono, secondo gli Autori, piuttosto tranquillizzanti, pur dimostrando un possibile eccesso di linfomi Non Hodgkin a Modena e un significativo aumento di rischio di nascite pretermine, nonché (sia pur con minore evidenza statistica) di neonati piccoli per età gestazionale e di aborti spontanei. Il Comitato Scientifico preposto alla supervisione dello studio, raccomandando di non sottovalutare i risultati emersi circa gli esiti delle gravidanze, giudicati “verosimilmente” connessi alle emissioni degli inceneritori (si noti che in letteratura aborti e parti premature rappresentano un indice significativo di sofferenza maternofetale), invita alla cautela nell’interpretazione degli altri risultati, facendo presente che, almeno per le cause di morte e per i tumori più rari, “nonostante le dimensioni del database, sarebbe stato difficile identificare un aumento del rischio, se non nel caso di un improbabile rischio molto alto”. Dal momento che le evidenze che più si sono accumulate circa l’impatto sulla salute degli inceneritori riguardano proprio patologie rare come, per l’appunto, i linfomi non Hodgkin e i sarcomi dei tessuti molli, ci appare incongruente il giudizio “complessivamente rassicurante” circa gli effetti a lungo termine degli inceneritori sulla salute delle popolazioni direttamente esposte (che rappresentano comunque una frazione minima degli esposti alle emissioni tossiche degli impianti). A un attento esame delle varie parti che compongono lo studio, si possono inoltre rilevare limiti metodologici non trascurabili, alla luce dei quali i risultati emersi potrebbero risultare ancor meno tranquillizzanti. Sottostime significative dei rischi, in particolare, possono derivare da
• aver considerato ambiti territoriali ridotti (4 Km dagli impianti) rispetto a quelli presi in esame da altri importanti studi riportati in letteratura, in cui le indagini sono estese anche oltre i 10 km;
• non essere stati in grado di identificare un “tracciante” (marker) realmente specifico delle emissioni degli inceneritori ed aver utilizzato, per la valutazione dell’esposizione delle popolazioni, un marker generico come il PM10, quando oltretutto è noto (ed emerso con chiarezza dalle stesse analisi del Moniter) che le emissioni di tali impianti sono caratterizzate dalla presenza assolutamente prevalente di particolato fine e ultrafine (per l’87% PM2,5);
• non aver tenuto in debito conto sia precedenti esperienze che gli stessi risultati emersi nelle indagini ambientali di Moniter, che evidenziavano, in prossimità dell’inceneritore, accumuli significativi – in specifiche matrici – di metalli pesanti particolarmente pericolosi per la salute, quali il cadmio e il piombo, e non aver analizzato – sulle medesime matrici – eventuali accumuli di mercurio, i cui effetti tossici sono ben noti in particolare sullo sviluppo neuropsichico dei bambini (al pari del piombo);
• non aver preso in considerazione dati epidemiologici emersi in precedenti studi (es. deficit cognitivi nei bambini) ed effetti su categorie di popolazione particolarmente suscettibili (anziani, bambini, soggetti affetti da patologie croniche);
• dosaggio inadeguato di diossine e PCB, di cui sono state esaminate solo le concentrazioni atmosferiche, senza alcuna indagine sul loro accumulo nelle matrici biologiche in cui maggiormente si concentrano e che costituiscono di gran lunga il maggior veicolo di esposizione umana attraverso l’alimentazione;
• disomogeneità sia nella composizione delle coorti che nell’affidabilità dei dati emissivi utilizzati per la stima dei livelli di esposizione in corrispondenza ai diversi inceneritori indagati;
• difetti metodologici nei rilievi tossicologici.

Nonostante i limiti descritti, i risultati dello studio Moniter, oltre ai rischi già segnalati, evidenziano per singole sottocoorti possibili aumenti di rischio tanto per patologie tumorali (fegato, pancreas, vescica, colon, linfoma non-Hodgkin, polmone, ovaio), che non tumorali (patologie cardiocircolatorie, vascolari e respiratorie, nascite pre-termine, aborti spontanei, malformazioni fetali), per di più coerenti con altre segnalazioni emerse in letteratura: il che rappresenta un preciso segnale di allarme circa l’esistenza di ricadute negative sulla salute delle popolazioni esposte. Ne sembra pienamente consapevole il Comitato Scientifico di Moniter, che a conclusione delle proprie Osservazioni fa presente che “d’accordo con le conclusioni della conferenza OMS Europa sullo smaltimento dei rifiuti (Roma 2007), … la segnalazione di effetti avversi nella vicinanza di discariche ed inceneritori dovrebbe ispirare a un approccio di precauzione a proposito della creazione di nuovi impianti” , tenuto conto che “la mancata dimostrazione di effetti a lungo termine non significa dimostrazione di rischio zero” e che “siamo in presenza di altri fattori di pressione ambientale sulla popolazione”, trovandoci all’interno della Pianura Padana, uno dei territori più inquinati del pianeta. Non possiamo che unirci all’appello del Comitato Scientifico, chiedendo per parte nostra che la rigorosa applicazione del Principio di Precauzione porti al definitivo abbandono dell’incenerimento dei rifiuti, da sostituire, in linea con le più recenti indicazioni dell’Unione Europea, con pratiche vantaggiose sul piano economico e meno impattanti sull’ambiente e sulla salute delle popolazioni direttamente e indirettamente esposte, quali il riciclo dei materiali e il recupero integrale di materia con tecnologie a freddo. Associazione Medici per l’Ambiente – ISDE Italia Affiliata all’International Society of Doctors for the Environment Rapporto consultivo con l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e l’UNECOSOC (United Nations Economic and Social Council) Via della Fioraia, 17/19 – 52100 Arezzo – Tel. 0575/22256 – Fax. 0575/28676 E-mail: isde@ats.it – http://www.isde.it

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20 gennaio 2012

Invito alla presentazione del libro “Ambiente e Tumori” – 26 gennaio – ore 17 Salone Comunale, Piazza Saffi

Carissimi, il giorno 26 gennaio alle ore 17 presso il Salone Comunale, Piazza Saffi , Forlì verrà presentato il volumeAmbiente e Tumori” edito dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM). Si tratta di una pubblicazione di rilievo, frutto del complesso lavoro di una commissione nazionale di esperti non solo Oncologi costituitasi nell’ambito del Progetto “Ambiente e Tumori” promosso dall’AIOM nel 2009 e coordinata dal Dott. Ruggero Ridolfi, oncologo, Direttore dell’Unità Operativa di immunoterapia presso l’ IRST di Meldola (Forlì). La presentazione del libro è frutto dell’ iniziativa dell’Associazione Medici per l’ Ambiente (ISDE Forlì Cesena) ed Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi, Mieloma (AIL) ed ha avuto il patrocinio dell’Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri di Forlì Cesena e del Comune di Forlì ed è aperta a tutta la cittadinanza. Pur essendo un lavoro rivolto in primo luogo agli Oncologi ed alla classe medica in particolare, tocca tematiche di interesse generale anche per il vasto pubblico quali, ad esempio, i rischi per la salute, in particolare il cancro, rappresentati dall’inquinamento delle matrici ambientali (aria, acqua, suolo) e delle catene alimentari. Il volume non vuole essere un compendio di tutta la complessa problematica del rapporto fra Ambiente e Tumori, ma uno strumento di riflessione e discussione su tematiche attualmente molto dibattute. In particolare si è cercato di offrire prospettive diverse ed innovative del concetto di cancerogenesi e, di conseguenza, della necessità di promuovere nuove modalità di approccio per il controllo della malattia, partendo dalla riduzione delle esposizioni ad inquinanti ambientali ed attuando una vera e propria Prevenzione Primaria. Apriranno la presentazione e seguiranno le relazioni e la discussione il Sindaco di Forlì, Prof. Roberto Balzani, il Presidente dell’Ordine dei Medici di Forlì Cesena, Dott. Giancarlo Aulizio ed il Segretario Nazionale AIOM Dott. Carmine Pinto. Porterà il suo contributo il Presidente Nazionale AIOM che, nel 2009 avviò il progetto, prof. Francesco Boccardo Oncologo dell’Istituto Tumori di Genova e relazioneranno , come coautori del Progetto il Dott Ruggero Ridolfi la Dott.ssa Patrizia Gentilini, Presidente ISDE Forlì Cesena e il Dott. Paolo Crosignani, Direttore dell’Unità di Epidemiologia dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Il testo del volume è interamente scaricabile gratuitamente e con libero accesso sul sito dell’Associazione: www.aiom.it. Si auspica la massima partecipazione e grazie se mi aiutate a diffondere l’iniziativa.
Cari saluti Patrizia Gentilini

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18 gennaio 2012

Il pirata della strada e il contribuente tartassato

Dopo tanti anni monopolizzati dall’albero di Natale, questa volta il tema della polemica popolare è “il povero contribuente schiacciato dalle multe”.
Si parla anche di sicurezza stradale, perciò ora anche noi vorremmo dire la nostra.
A leggere i giornali di questi giorni sembra di avere a che fare non con dei semplici autovelox, piuttosto con dei mostri dotati di superpoteri.

Paparazzi della peggior specie, che scattano fotografie al minimo superamento del limite di velocità, senza considerare se l’autista è stressato, ha problemi in famiglia, è giovane o anziano, sta lavorando oppure è a spasso.
L’unica discriminante, per queste macchine infernali, è la politica: come affermato da Rondoni, “Castrocaro è colpita per motivi politici”. Guai a essere di destra! Proveremo ad attaccare sulla targa una tessera del PD, sperando in una maggior clemenza.

Battute a parte, la questione è seria; sembrano dimenticate e fuori moda le recenti polemiche sui pedoni investiti in viale Bologna.
Allora si gridava allo scandalo, perchè il Comune non fa abbastanza per impedire ai pirati della strada di causare danni.

Poi succede che una manciata di multati si fa paladina dei propri interessi e, come pecorelle al pascolo, ora tutti ci scandalizziamo perchè il Comune ruba denari ai poveri automobilisti.
Ci attacchiamo a tutto: il limite dei 50 è “obsoleto” in certe situazioni, gli apparecchi non sono a norma, le amministrazioni fanno cassa senza prima educare i cittadini.

C’è però una questione di fondo di cui nessuno parla: se siamo stati fotografati è perchè stavamo andando troppo veloce e la prossima volta dovremo andare più piano, ci vuole molto per capirlo?
A Villa Rovere l’autovelox è presente da mesi e ben segnalato, quindi non c’è nessuna volontà punitiva. Semmai ci chiediamo perchè sia stato messo alla fine di un centro abitato, anziché all’inizio.

Il pirata della strada non è identificabile a priori, potenzialmente lo siamo tutti. Al prossimo grave incidente, da quale parte staremo?

L’autovelox, o meglio il box che lo può contenere, è un ottimo deterrente. E’ infatti innegabile che siamo tutti più rispettosi delle regole se ci sentiamo controllati.
Perchè non prendere in considerazione l’ipotesi di installarne altri, magari in prossimità degli attraversamenti pedonali più rischiosi? Oltre a ciò, si potrebbero segnalare con led luminosi le strisce zebrate. Gli abitanti di Viale Roma e Viale Bologna ringrazierebbero.


Raffaella Pirini
Consigliere Comunale a 5 Stelle
Lista Civica DestinAzione Forlì

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17 gennaio 2012

Venerdì 20 Gennaio ore 20.30 – Film: Come le multinazionali fanno profitti sull’acqua

Film: Come le multinazionali fanno profitti sull'acqua

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17 gennaio 2012

Mercoledì 18 Gennaio ore 17 – Il referendum non si tocca!

Il referendum non si tocca

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16 gennaio 2012

Ricapitalizzazione aeroporto all’ultimo respiro

Sto assistendo a dei terremoti in consiglio comunale, quelli che prima erano voti a favore certi per continue ricapitalizzazioni, ora sono
voti contrari, ma l’unica cosa che non si dice, anche fra chi vota contrariamente, è che è il sistema aeroporto Forlì che si sapeva che
non aveva possibilità di esistere, il nuovo “no” è dovuto a tutte schermaglie e a nulla più.

In commissione ho sentito molti consiglieri interessarsi soprattutto dei 500.000 euro prestati, in realtà questi 500 mila euro prestati senza interessi alla SEAF fanno parte del milione e 520 mila euro che mettiamo nella ricapitalizzazione trasformando da prestito infruttifero a aumento di conto capitale e questa è la cifra che mi interessa di più.

Qual è il termine temporale ultimo, nel senso, fino a quando si va avanti con questo buttare via i soldi e cosa succederà se SAB non sarà riuscita a dare una forma a questo piano industriale. Quali scenari si possono prevedere?

Liquidazione o che altro?

Pare che a giugno se non c’è un piano industriale si vada verso la chiusura, anche con la liquidazione.

Italia Dei Valori propone un emendamento che sancisce che al 30 aprile 2012 si avvii la procedura di liquidazione. Sono d’accordo sul porre un limite temporale, però sono contraria, ovviamente a questa nuova ricapitalizzazione.

Quella di oggi è una predichiarazione di fallimento, buttandola sul piano industriale e non sulla decisione politica.

A noi di DestinAzione Forlì, però, e a tutto il M5S Emilia Romagna e mi piace ricordare l’ottimo lavoro fatto dai nostri consiglieri in Regione proprio circa la situazione degli aeroporti della Romagna, sarebbe piaciuta una decisione chiara e rapida fin dall’inizio, visto che si trattava di una cronaca di una morte annunciata.

I posti di lavoro legati all’aeroporto in maniera diretta sono un centinaio; dispiace che il Sindaco pensi che chi vota no alla delibera abbia sulla coscienza le famiglie che lavorano nell’aeroporto. Per assurdo sarebbe meno dispendioso se il Comune si facesse carico di queste persone dando loro lo stipendio senza farle lavorare.

Questi posti di lavoro andrebbero salvaguardati spendendo i soldi pubblici per istituire piuttosto un servizio pubblico di trasporti efficienti che facessero dimenticare l’auto a casa, in questo modo si creerebbero nuovi posti di lavoro e si fornirebbe un vero servizio ai cittadini. E oserei dire che per un servizio così concepirei anche di andare in perdita perchè è un vero servizio ai cittadini, mentre l’aeroporto è un servizio per pochi.

Ogni tanto risalta fuori la SAVE, portata come possibile salvatrice di Forlì, ma mandata via in malo modo dall’amministrazione comunale. In realtà  la SAVE era interessata a Bologna e a Falconara o a tutti e due perché gli industriali sentono questa necessità.

In più c’è il documento dell’ex Ministro Matteoli che in una ricognizione su 48 aeroporti italiani ne ha decretato la chiusura di 24, fra cui Forlì.

Questo documento è stato ripreso in mano dall’attuale Governo.

Tutto ciò non c’entra col fatto che Forlì sia un gioiello o meno: è solo una questione di un bacino di utenza inesistente, non ci si può inventare dei passeggeri se non ci sono, bisognerà avere uno sguardo d’insieme nel panorama italiano prima di decidere quali strutture aeroportuali abbiano senso di esistere.

Questa decisione dell’amministrazione ha sicuramente una tempistica giusta dal punto di vista elettorale, con tre anni di ritardo, ma Balzani può dire che effettivamente ha mantenuto quello che aveva detto in campagna elettorale.

Ma a che prezzo?

E si badi bene che questa situazione sarebbe stata uguale se al posto del PD ci fosse stata al governo il resto della opposizione, a parte me.

Non ci sarebbe stata differenza e questo ormai è un ritornello al quale i forlivesi e gli italiani si saranno tristemente abituati.

Quello che ci preme far presente è che DestinAzione Forlì, usando il buon senso, aveva già previsto questa situazione e l’ha resa palese fin da subito, non tenendo conto di ricerche di consenso o cose simili.

Dopo aver buttato altri 30 milioni di euro faremo quello che avremmo dovuto fare 2 anni e mezzo fa. Che senso ha tutto ciò?

Erano veramente necessari 30 milioni di soldi pubblici buttati alle ortiche per non ammettere di avere sbagliato.

La politica avrebbe dovuto porsi questa domanda.

Il mio voto ovviamente sarà contrario.

Raffaella Pirini

Consigliere Comunale 5 Stelle
Lista Civica DestinAzione Forlì

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11 gennaio 2012

invito per 26 gennaio: presentazione del libro edito dall’AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica)

Carissimi
Vi invio in anteprima l’invito per la presentazione di questo libro edito dall’AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica): è in pratica la prima presentazione “ufficiale” in ambito nazionale alla presenza del Segretario AIOM ( purtroppo il Presidente AIOM eletto lo scorso novembre è mancato da poche settimane). Vi abbiamo lavorato per oltre 2 anni e pensiamo di aver fatto alla fine un lavoro dignitoso e soprattutto utile dal momento che il concetto della Prevenzione Primaria “trasuda” praticamente da ogni pagina. Il testo si scarica liberamente dal sito dell’ Associazione: www.aiom.it

Come vedete ci siamo mossi abbastanza per tempo ed ho già pronte le locandine e a breve anche i volantini. Vi chiedo di darmi un aiuto CONCRETO per la diffusione dell’iniziativa che ci auguriamo rappresenti una importante occasione per la città per un confronto sui temi che ci stanno a cuore. Vi chiedo di diffondere anche a tutti i vostri contatti mail e di farmi sapere: 1) se potete distribuire volantini e locandine e nel caso dove e a chi ( per non rischiare di fare doppioni) 2) quante copie REALISTICAMENTE ve ne servono Penso comunque che sarà il caso di programmare anche invii successivi perché ci sono 20 giorni e la gente rischia di dimenticarsi. Colgo l’occasione per fare a Voi ed ai Vostri cari i migliori auguri per il Nuovo Anno
Patrizia Gentilini

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10 gennaio 2012

Maurizio Pallante a Cesenatico

LA CRISI DI UN SISTEMA:

CREIAMO DELLE ALTERNATIVE”

PALAZZO DEL TURISMO viale Roma CESENATICO

VENERDì 13 GENNAIO 2012 ORE 21:00

 

Introduzione: Roberto Mercadini (poeta-attore locale)

Ospite della serata:

prof. Maurizio Pallante fondatore del

Movimento Nazionale per la Decrescita Felice

Di grande attualità il tema della serata che il Movimento 5 Stelle di Cesenatico intende proporre a tutte le persone che vivono questo momento storico nazionale (e globale) con responsabilità ed attenzione.

L’unica alternativa reale alla guerra degli spread è nelle nostre mani. Possiamo cambiare le cose anche solamente cambiando noi stessi nella nostra quotidianità.

Per valutare bisogna essere informati, e per informarsi non basta la televisione.

 

La decrescita

La decrescita è elogio dell’ozio, della lentezza e della durata; rispetto del passato; consapevolezza che non c’è progresso senza conservazione; indifferenza alle mode e all’effimero; attingere al sapere della tradizione; non identificare il nuovo col meglio, il vecchio col sorpassato, il progresso con una sequenza di cesure, la conservazione con la chiusura mentale; non chiamare consumatori gli acquirenti, perché lo scopo dell’acquistare non è il consumo ma l’uso; distinguere la qualità dalla quantità; desiderare la gioia e non il divertimento; valorizzare la dimensione spirituale e affettiva; collaborare invece di competere; sostituire il fare finalizzato a fare sempre di più con un fare bene finalizzato alla contemplazione. La decrescita è la possibilità di realizzare un nuovo Rinascimento, che liberi le persone dal ruolo di strumenti della crescita economica e ri-collochi l’economia nel suo ruolo di gestione della casa comune a tutte le specie viventi in modo che tutti i suoi inquilini possano viverci al meglio.

Maurizio Pallante

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7 gennaio 2012

Proposta di legge regionale per ridurre i privilegi degli eletti

In campagna elettorale, in un comizio o durante un’intervista quasi nessun politico di professione direbbe mai di essere contrario alla riduzione dei costi della politica e all’eliminazione degli sprechi nelle pubbliche amministrazioni.

Ma una volta eletti il discorso è diverso. Durante i singoli Consigli Regionali la visibilità mediatica non è così elevata come alla vigilia di una consultazione elettorale; un consigliere regionale, quando vota, non lo fa davanti ai propri elettori come in un comizio o in un pubblico dibattito e non sempre TV e giornali riescono a dare la giusta visibilità a quello che avviene nelle votazioni in Regione.
Capita così che si verifichino fenomeni in apparenza strani, in cui partiti come il PD e il PDL votino insieme compatti “No” agli emendamenti anti-casta e contro gli sprechi presentati dal Movimento 5 Stelle in Regione.

Ecco cosa chiedevano questi emendamenti: Che i consiglieri regionali percepissero l’assegno di vitalizio (visto che saranno aboliti solo dalla prossima legislatura) a 67 anni e non a 60. Che non si potessero cumulare i diversi assegni di vitalizi, che alcuni percepiscono come ex Parlamentari o ex Europarlamentari e di altro Consiglio Regionale. Il divieto del vitalizio per chi ricopre altri incarichi pubblici retribuiti, per cui l’assegno resta sospeso fino all’accettazione di tale attività. Un “prelievo di solidarietà” del 25% sui vitalizi erogati dalla regione Emilia-Romagna da destinare al fondo regionale per la non autosufficienza, destinato esclusivamente alle persone con gravi disabilità.

Si poneva un limite massimo al compenso lordo, compresi premi di produttività e rimborsi forfetari, dei dirigenti pubblici. Un taglio del 10% alle indennità dei direttori generali, direttori amministrativi e direttori sanitari del Servizio Sanitario Regionale, come già fatto dalla Regione Toscana governata dal PD. Riduzione del numero di dirigenti generali e della pianta organica dirigenziale della Regione Emila-Romagna. Una riduzione del numero degli assessori regionali.

Si tratta solamente di senso della realtà e di voler cambiare una situazione di sprechi e ingiustificati privilegi che non è più sostenibile. Parlare di demagogia e populismo è solo una scusa per non entrare nel merito delle questioni, un espediente per portare il discorso da un’altra parte.

Altrimenti i consiglieri regionali, come i forlivesi Tiziano Alessandrini, Thomas Casadei e Luca Bartolini, dovrebbero spiegare perché, stando a come hanno votato, vogliono percepire l’assegno di vitalizio a 60 anni e non a 67, età in cui, nella pratica, ottengono la pensione i cittadini italiani comuni. Dovrebbero spiegare perché hanno votato “No” a porre un tetto ai compensi dei dirigenti pubblici. Dovrebbero chiarire, infine, perché sono favorevoli a che loro e i loro colleghi possano cumulare più vitalizi derivanti da incarichi pubblici passati o futuri.

Chiedere di ridurre i costi e diminuire le spese non è antipolitica, è cercare di essere credibili quando si chiedono sacrifici ai cittadini e a quanti ti hanno concesso l’onore di essere eletto grazie al proprio voto. Pessima invece è la politica di quei rappresentanti, democraticamente eletti, ma che sin dalle prime votazioni in Consiglio Regionale dimenticano quanto promesso agli elettori in campagna elettorale e votano per compiacere le segreterie dei partiti.

Nelle prossime settimane partirà in tutta l’Emilia-Romagna una massiccia raccolta di firme per una proposta di legge regionale di iniziativa popolare per ridurre i privilegi e le indennità dei consiglieri regionali e abolire i vitalizi da questa legislatura. Preparate la penna!


Raffaella Pirini
Consigliere Comunale a 5 Stelle
DestinAzione Forlì

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27 dicembre 2011

Il Pd pedina di notte il consigliere M5S, lo accusa di rimborsi falsi, ma è una bufala

Inseguimento modello giudice Mesiano ai danni di Valentino Tavolazzi (M5S), mentre rientra a casa in bici. I due consiglieri della maggioranza protagonisti fanno rapporto al sindaco, spiegando che Tavolazzi ottiene rimborsi gratuiti per trasferte inesistenti. Ma quest’ultimo spiega tutto ed anzi eccolo pronto a riscuotere un credito dal Comune: “sarò durissimo con chi ha tentato di infangare la mia reputazione e quella di tutto il Movimento”
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